Emiliano Cribari scrive impressioni e poesie, ma ha scelto di dedicare questo spazio unicamente alle sue fotografie. I suoi scatti sono spesso incentrati su soggetti marginali: cose abbandonate e storie finite.
L’Appennino è una presenza costante e centrale: è nei boschi che cammina e nei “vuoti” che cerca nuove domande, rifuggendo istintivamente dai “pieni” sin dall’infanzia.
Più che ai propri libri, preferisce dedicarsi a quelli degli altri. Legge frammenti, diari e poesie, e interroga il tempo, forandolo nel ritmo lento di una Polaroid, con una predilezione per l’osservazione in bianco e nero.
Muni, al secolo Lorenzo Meazzini, è un’artista toscano. Si forma in chitarra jazz e musicoterapia, per anni prende parte a diversi progetti artistici come musicista e autore. Il suo linguaggio musicale, caratterizzato dalla ricerca di sonorità arcaiche ed evocative, mescola l’utilizzo di suoni analogici e naturali a quelli elettronici, tanto da confondere il confine tra questi due universi; il suo percorso mira a trovare infatti un linguaggio contemporaneo che sia vicino agli echi antichi dell’essere umano.






































